
Formazione e riassunto del percorso artistico
Cybèle Varela inizia la sua carriera come autodidatta e all’età di 16 anni riceve il suo primo premio dal Museu Nacional de Belas Artes do Rio de Janeiro. Più tardi, e per 5 anni, seguirà il corso d’arti visive al Museu de Arte Moderna (MAM) di Rio, completando la sua formazione con corsi di storia dell’arte all’Ecole du Louvre e di antropologia sociale all’Ecole Pratique des Hautes Etudes-Sorbonne, grazie à due borse di studio del Governo Francese, ricevute nel 1968 e 1971.
Inizia la sua carriera in Brasile negli anni 1960, come pittrice e creatrice d’oggetti, includendo più tardi nel suo repertorio la fotografia e il video. Nei suoi primi dipinti e oggetti, sviluppa una visione critica e spesso ironica della vita urbana, sotto l’influenza del Pop americano, che s’integrerà nel movimento locale del Tropicalismo carioca. La sua ricerca risveglia l’interesse generale e ottiene il sostegno dei maggiori critichi d'arte dell’epoca, tra cui Jayme Mauricio, Walmir Ayala, Frederico Morais, José Roberto Teixeira Leite e Francisco Bittencourt.
Dopo aver ricevuto le borse di studio del Governo Francese, si trasferisce a Parigi ed è artista in residenza alla Cité Internationale des Arts. La sua opera tende allora verso una rappresentazione autoriflessiva della Natura, che sviluppa in una serie di dipinti, fotografie e video intitolati « Immagini ». Interrogando la rappresentazione ambigua del visibile, la sua ricerca s’inserisce nel movimento della Figurazione narrativa. I maggiori critici francesi, come Pierre Restany, Jean-Luc Chalumeau, Gérald Gassiot-Talabot, Jean-Jacques Lévêque et Jean-Marie Dunoyer scrivono sulla sua opera.
Il suo lavoro evolve progressivamente verso una costruzione geometrica dello spazio, una tendenza che andrà affermandosi dopo il suo trasferimento in Svizzera. In queste opere, l’ambiguità del reale è trascritta tramite l’interposizione di elementi frammentari, come l’immagine di un albero o di nubi, visti attraverso fotografie o video. La realtà, manipolata, diventa irrealtà, come descritta da Sylvio Acatos and Monique Priscille.
Negli anni 1990, sviluppa il tema dei giardini e delle panchine pubbliche. Dopo un soggiorno in Irlanda i Bretagna, elementi della cultura celtica si inseriscono nei suoi paesaggi. Dopo il 2000, il suo interesse si sposta verso l’auto-raffigurazione e mette in questione l’immagine dell’artista, attraverso una serie di dipinti, fotografie e video nei quali si raffigura con il viso dipinto di rosso o mascherato.
Cybèle Varela ha realizzato numerose mostre individuali e collettive in tutto il mondo, sopratutto in Europa, negli Stati Uniti d’America e nell’America del Sud, partecipando a diverse manifestazioni, come la Biennale di San Paolo. Le sue opere sono rappresentate in varie collezioni internazionali, pubbliche e private, come il Centre George Pompidou a Parigi o il MASP a San Paolo.
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